Guida Completa ai Rottami Metallici

Rottami metallici provenienti dallo smontaggio di strutture per pannelli solari destinati al riciclo

Quotazioni, Smaltimento e Normativa in Italia

Nel panorama dell’economia circolare, poche risorse sono preziose quanto i rottami metalli. A differenza della plastica o della carta, che perdono qualità ogni volta che vengono riciclate, i metalli sono materiali permanenti: possono essere fusi e riformati all’infinito senza perdere le loro proprietà chimico-fisiche.

Tuttavia, il mondo dei rottami ferrosi e non ferrosi è complesso. È un settore governato da fluttuazioni di borsa globali (come il LME di Londra), da normative ambientali italiane severissime e da una distinzione tecnica che fa la differenza tra un rifiuto senza valore e un “tesoro” da monetizzare.

In questa guida definitiva esploreremo tutto ciò che c’è da sapere sui rottami metalli: dalle classificazioni tecniche alle quotazioni di mercato, fino alle procedure legali per lo smaltimento e la vendita.

Introduzione al fotovoltaico e al suo smaltimento

Tubi metallici industriali impilati e cavi arrotolati in un deposito all’aperto, con tubazioni in acciaio di diverse dimensioni sotto un cielo nuvoloso, simbolo di materiali industriali, riciclo e infrastrutture.

Cosa sono i Rottami Metallici? Definizione e Importanza

Con il termine rottami metalli si indicano tutti quei materiali di scarto composti prevalentemente da metallo, derivanti da lavorazioni industriali, demolizioni edili, veicoli a fine vita o oggetti domestici dismessi.

Non sono semplici “rifiuti”. Sono, a tutti gli effetti, Materie Prime Seconde (MPS). Utilizzare rottame per produrre nuovo acciaio o alluminio richiede una frazione dell’energia necessaria per estrarre il minerale vergine dalla terra.

  • Esempio: L’alluminio riciclato risparmia il 95% dell’energia rispetto alla produzione da bauxite.
  • Esempio: L’acciaio da rottame riduce le emissioni di CO2 drasticamente rispetto all’altoforno tradizionale.

La Grande Distinzione: Ferrosi vs Non Ferrosi

Per capire il valore dei rottami, la prima regola fondamentale è la distinzione chimica. Questa classificazione determina il prezzo al kg e la destinazione d’uso.

A. Rottami Ferrosi (Il volume)

Sono i rottami che contengono ferro. Sono magnetici (una calamita si attacca) e sono i più diffusi al mondo.

  • Tipologie: Ferro vecchio, ghisa, acciaio al carbonio, torniture di ferro, lamierino, scarti di demolizione industriale, travi, tondini.
  • Valore: Generalmente hanno un valore al kg più basso rispetto ai non ferrosi, ma vengono scambiati in volumi enormi. Sono la “spina dorsale” dell’industria siderurgica (acciaierie elettriche).
B. Rottami Non Ferrosi (Il valore)

Sono i metalli che non contengono ferro (o ne contengono tracce minime). Non sono magnetici e sono molto più resistenti alla corrosione.

  • Rame (“L’Oro Rosso”): Il più ricercato. Si trova in cavi elettrici, tubature idrauliche, motori elettrici. È il re del mercato dei rottami.
  • Alluminio: Leggero e versatile. Si trova in lattine, infissi, cerchioni d’auto, scarti di lavorazione (profili).
  • Ottone: Una lega di rame e zinco. Molto comune nella rubinetteria e valvolame.
  • Acciaio Inox (Inossidabile): Anche se contiene ferro, l’alta percentuale di Cromo e Nichel lo rende un “nobile”. È amagnetico (nelle serie più pregiate come il 304 o 316) e ha un valore molto superiore al ferro comune.
  • Piombo e Zinco: Usati in batterie, coperture edili e grondaie.

Quanto valgono i miei rottami? Le Quotazioni e il LME

Una delle domande più cercate su Google è: “Quanto costa il rame usato al kg?”. La risposta non è mai fissa. Il prezzo dei rottami metalli varia quotidianamente.

Chi decide il prezzo?

Il punto di riferimento mondiale è il LME (London Metal Exchange). È la borsa di Londra dove si scambiano i metalli. Se il valore del rame sale a Londra, il rottamaio sotto casa alzerà il prezzo di acquisto.

Altri fattori che influenzano il prezzo in Italia includono:

  1. Purezza del materiale: Un cavo di rame “spellato” (senza plastica) vale molto di più di un cavo gommato, perché non richiede lavorazione.
  2. Quantità: Vendere 10 tonnellate garantisce un prezzo migliore rispetto a 100 kg.
  3. Costo dell’energia: Fondere metalli costa energia. Se il costo del gas o dell’elettricità sale, le acciaierie potrebbero ridurre la domanda di rottame, abbassando i prezzi.
Ordine di Grandezza (Esempio indicativo)

Nota: I prezzi sono volatili e puramente indicativi.

  • Rame: È il più costoso
  • Ottone: Valore intermedio
  • Alluminio: Variabile 
  • Ferro: Il meno costoso, si misura spesso a tonnellata 

Normativa Italiana: Chi può vendere e chi può comprare?

Bulloni, viti e dadi metallici industriali sfusi su pallet in legno, componenti di fissaggio in acciaio per costruzioni, meccanica e industria.

Qui entriamo in un campo minato (“campo minato”) dove molti commettono errori costosi. La gestione dei rottami in Italia è regolata dal Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006).

Per le Aziende (B2B)

Se sei un’azienda (meccanica, idraulica, edile) che produce rottami:

  • I rottami sono classificati come Rifiuti Speciali (Pericolosi o Non Pericolosi).
  • Hanno un Codice EER (ex CER) specifico. Esempi:
    • 17.04.05: Ferro e acciaio.
    • 17.04.01: Rame, bronzo, ottone.
    • 12.01.01: Limatura e trucioli di materiali ferrosi.
  • Obblighi: Devi tenere un registro di carico/scarico, compilare il FIR (Formulario di Identificazione Rifiuti) durante il trasporto e affidarti solo a trasportatori e impianti autorizzati all’Albo Gestori Ambientali.
Per i Privati cittadini

Spesso si pensa: “Ho vecchi tubi in garage, li porto dal rottamaio e mi faccio pagare”.

Attenzione: La legge italiana è molto restrittiva per combattere i furti di rame e l’evasione fiscale.

Molti centri di raccolta (“compro rottami”) non possono acquistare da privati in cambio di contanti sopra certe soglie, o rifiutano proprio l’acquisto da privati senza Partita IVA per evitare problemi legali sulla provenienza del materiale.

Il cittadino privato dovrebbe conferire i propri rifiuti metallici (es. una vecchia bici, una rete del letto) alle Isole Ecologiche Comunali gratuitamente. La vendita occasionale è una zona grigia che richiede estrema cautela e tracciabilità (codice fiscale, documento identità).

Il Processo di Riciclo: Dal Rottame al Lingotto

Cosa succede dopo che il camion ha scaricato i rottami nell’impianto di recupero?

  1. Controllo Radiometrico: È obbligatorio per legge. Si verifica che non ci siano fonti radioattive nascoste nel carico (comune in rottami industriali importati).
  2. Cernita e Separazione: Tramite enormi magneti e correnti parassite, si separa il ferro dall’alluminio e dalla plastica.
  3. Cesoiatura e Pressatura: I pezzi troppo grandi (come travi o scocche d’auto) vengono tagliati da potenti cesoie idrauliche o pressati in “pacchi” cubici per facilitare il trasporto verso la fonderia.
  4. Frantumazione (Shredding): Un mulino a martelli riduce tutto in frammenti grandi come un pugno (il cosiddetto “proler”).
  5. Fonderia: Il rottame trattato entra nel forno (spesso ad arco elettrico per il ferro). Qui torna liquido, viene affinato e colato in billette, blumi o pani, pronto per diventare un nuovo prodotto.
Rottami metallici misti su nastro trasportatore in impianto di riciclo, scarti di metallo industriale destinati al recupero e alla lavorazione dei metalli.

Perché vendere i rottami (e non buttarli)?

Oltre all’obbligo di legge, ci sono motivi economici ed etici.

  • Guadagno (per le aziende): La corretta gestione dei rottami trasforma una voce di costo (smaltimento rifiuti) in una voce di ricavo. Un’azienda metalmeccanica che separa bene torniture di ottone da quelle di ferro massimizza il profitto di vendita.
  • Tutela dell’Ambiente: Il riciclo dei metalli riduce le discariche, diminuisce l’estrazione mineraria devastante per il paesaggio e abbatte le emissioni di gas serra.
  • End of Waste: Grazie a specifici regolamenti UE (Regolamento 333/2011 per i rottami metallici), i rottami trattati di alta qualità cessano di essere “rifiuti” e diventano ufficialmente “prodotti”. Questo snellisce la burocrazia per chi li acquista.

Errori da Evitare nel conferimento

Per massimizzare il valore e restare nella legalità:

  1. Non mischiare: Mai buttare ferro e alluminio nello stesso cassone. Il misto viene pagato al prezzo del materiale più povero (il ferro) o addirittura svalutato come “sporco”.
  2. Attenzione alle impurità: Plastica, legno, gomma o oli attaccati ai metalli ne abbassano drasticamente il valore (calo peso).
  3. Il “ferro vecchio” non è tutto uguale: La ghisa (es. vecchi termosifoni) va trattata diversamente dall’acciaio. Chiedi sempre al tuo rottamaio come preferisce ricevere il materiale.

Domande Frequenti (FAQ)

Quanto pagano il ferro vecchio oggi?

Il prezzo varia, ma per il ferro misto da raccolta siamo nell’ordine di pochi centesimi al kg. Per grandi quantità industriali il prezzo sale. Bisogna consultare i listini settimanali o chiamare un operatore locale.

Posso vendere il rame se sono un privato?

È difficile. A causa dei numerosi furti di “oro rosso” (cavi ferroviari, grondaie), i rottamai richiedono tracciabilità totale. Molti rifiutano l’acquisto da privati. Se accettano, devono registrare i tuoi documenti e il pagamento deve essere tracciabile sopra determinate soglie.

Cos’è il Codice CER/EER 17.04.05?

È il codice identificativo europeo per i rifiuti costituiti da “ferro e acciaio” provenienti da attività di costruzione e demolizione. È fondamentale scriverlo correttamente sul FIR per evitare sanzioni.

Le lattine sono rottami ferrosi?

Dipende! Alcune sono in acciaio (attratte dalla calamita), ma la maggior parte delle moderne lattine per bevande sono in alluminio (amagnetiche). Entrambe sono riciclabili al 100%.

Conclusione

Il settore dei rottami metalli è un pilastro fondamentale dell’industria italiana ed europea. Che tu sia un imprenditore edile con tonnellate di travi da smaltire, o un artigiano con scarti di rame, capire le dinamiche di questo mercato è essenziale.

Separare i materiali alla fonte, conoscere le quotazioni attuali e affidarsi a partner autorizzati per lo smaltimento non è solo un dovere legale, ma una strategia intelligente per valorizzare risorse che, altrimenti, andrebbero sprecate. Il metallo non muore mai: si trasforma.